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Considerazioni (socialmente) rivoluzionarie sull'omosessualità

Cos'è l'omosessualità? Quale potrebbe essere la sua definizione esatta? Natura o comportamento? Proviamo. L'omosessualità è una tendenza latente che è predominante in certi individui e riguarda tutta la persona nel suo insieme. Si definisce come un modo di essere totale, non è una malattia, non è reversibile e riposa su su basi biologiche, genetiche, ormonali, psicologiche e neuroanatomiche.

Quali sono le cause dell'omosessualità? Perché gli omosessuali sono omosessuali?

Sui meccanismi bilogici che regolano l'attrazione sessuale si sa ben poco. Per questa ragione è sempre stato difficile rispondere alla domanda se un omosessuale lo è per questioni di scelta o per ragioni biologiche e genetiche. Ma a questa domanda, dovrebbe sorgerne immediatamente un'altra. L'attrazione eterosessuale da che dipende? Perché siamo attratti verso un genere e soltanto verso determinati individui di questo genere? E quindi viene subito alla mente una terza domanda: in cosa si differenzia l'attrazione omosessuale da quella eterosessuale? Perché ambedue le attrazioni riposano ovviamente su una base comune, che è l'attrazione sessuale verso altre persone. Attrazione che dipende da molti fattori, ormonali, genetici, esistenziali e psicologici. Al punto che ci sono persone asessuali che non sono attratte da nulla. Si dice che Mickael Jackson fosse stata una di queste persone.

Tutto questo apre una questione molto interessante: se il rapporto tra sesso e geni fosse stato un rapporto netto, il comportament sessuale avrebbe potuto essere spiegato in modo rigoroso e molti disturbi avrebbero potuto essere curati mediante approcci farmaco-genetici. Il fatto però è che la scienza non è ancora in grado di dar risposte precise a queste tematiche.

Malgrado l'ignoranza circa il funzionamento esatto della condotta sessuale, risulta chiaro però che qualsiasi tipo di attrazione riposi sugli stessi principi, dai quali dipendono le variazioni che determinano l'orientazione sessuale. E queste componenti di base che regolano la attrazione sono ancora completamente sconosciute.

La differenza tra un'orientazione e l'altra è psicologica, endocrinologica, neuroanatomica o genetica? È un pò tutte queste cose assieme. Abbiamo visto come sia un modo di essere globale, non separabile, scomponibile, riducibile o semplificabile, non è una scelta dell'individuo, non è modificabile, non è reversibile, non può essere trasmesso da una persona a un'altra e si riflette su tutto l'individuo, sia dal punto di vista fisico che psicologico.

Quindi le teorie pseudo scientifiche che parlano di geni gay o quelle religiose che sostengono i miti dell'orientazione reversibile sono entrambe superficiali e incomplete e servono soltanto a disinformare e sviare le idee, in quanto nei veri ambiti scientifici il dibattito sulla natura dell'omosessualità è stato chiuso da decenni, al punto che l'organizzazione mondiale della salute (OMS), ritirò, fin dal 1974, l'omosessualità dalla lista delle patologie conosciute.

Come si diventa gay?

I meccanismi esatti sul come si arriva a sviluppare un'orientazione sessuale non sono esattamente noti, ma la cosa su cui tutti gli scienziati sono d'accordo è che gay si nasce. Ovvero tutti noi abbiamo una latente tendenza omosessuale, altrimenti l'autoerotismo non esisterebbe e l'attrazione verso noi stessi dimostra questa latenza. L'unica differenza che nei gay questa tendenza, a causa delle variazioni biologiche che regolano l'attrazione sessuale, è predominante. Le tappe della vita in cui le persone scoprono la loro orientazione sono variabili, ma nella maggior parte dei casi, questo avviene nella preadolescenza e si sviluppa durante l'adolescenza. E le tappe di questa scoperta sono comuni: sorpresa, negazione, presa di contatto sociale e accettazione della propria orientazione. Quel che è certo è che la personalità gay si sviluppa molto prima dell'orientazione sessuale. Altrettanto sicuro è che chiedere a una persona di comportarsi in modo contrario alla sua natura mette in serio pericolo la sua salute e il suo equilibrio psicologico. Quindi è assurdo voler convincere un gay a diventare eterosessuale.

Da quel che abbiamo appena visto si deduce che il bivio tra l'omosessualità e l'eterosessualtià non è sempre netto. Per il fatto stesso che tutti abbiamo una tendenza omosessuale latente è perfettamente possibile che alcuni individui che nella vita sono del tutto eterosessuali abbiano anch'essi avuto esperienze omosessuali in un determinato momento senza che questo significhi necessariamente che sono gay o lo diventeranno. Esiste inoltre la bisessualità, anche se questo comportamento sembra essere più diffuso e legittimamente autentico nelle donne che negli uomini, nel senso che un uomo bisessuale può perfettamente essere un omosessuale che non ha ancora preso un'orientazione definitiva, mentre in una donna la bisessualità è molto più un'orientazione fine a sè stessa che il risultato di un'indecisione. Ma non bisogna comunque categorizzare.

Esistono comportamenti e gradi diversi di omosessualità. Basti pensare alla differenza tra il gay "maschile" e la checca, oppure al modo di essere attivo vs passivo, ma non stiamo parlando solo di questo. Esiste anche la transessualità, il trasformismo e il travestitismo. Un transessuale ha il corpo di un genere diverso rispetto al suo genere psicologico. Può essere per esempio una donna a tutti gli effetti nata con il corpo di un uomo. A volte questi incidenti hanno implicazioni addirittura anatomiche, per esempio il pene di un transessuale può non arrivare mai a svilupparsi come quello di un uomo. Il trasformista dà spettacolo e si veste con vestiti dell'altro genere ma non per questo è necessaramente omosessuale. Mentre il travestito è spesso un omosessuale che nutre piacere portando indumenti dell'altro sesso. Tutti questi individui possono essere uomini o donne.

Omosessualità e sviluppo del cervello

Recenti studi, e in particolare uno studio effettuato in Svezia nel 2008, grazie alla scannerizzazione digitalizzata, hanno rivelato che ci sono differenze osservabili nella struttura e nello sviluppo del cervello. Si sa che il modo di usare gli emisferi cerebrali e alcune abilità possono variare a seconda del genere. Il cervello degli uomini è più sviluppato a destra ed è meno simmetrico rispetto alle donne. Queste differenze esistono anche a livello dell'amigdala, la parte primitiva che regola gli istinti emozionali. È stato scoperto e dimostrato che il cervello di un uomo eterosessuale è più simile a quello di una lesbica che a quello di un uomo gay, il quale ha struttre cerebrali simili a quelle delle donne. In generale, le differenze emozionali e cognitive sono molto più simili tra donne e uomini gay o tra lesbiche e uomini etero. Per esempio, gli uomini etero hanno maggiori abilità spaziali, mentre le donne e gli uomini gay sono più fluenti nel linguaggio e riescono a svolgere varie funzioni allo stesso tempo senza sbagliarsi o senza dimenticarne una, così come sono più portati a svolgere compiti che richiedono pazienza e precisione o fanno attenzione ai dettagli.

Le tappe di comprensione e accettazione dell'omosessualità

Anche se nasciamo omosessuali, non lo sappiamo fin dalla nascita, ma ce ne rendiamo conto poco a poco, a volte anche dopo aver vissuto una o varie relazioni eterosessuali, ma generalmente e, come detto sopra, la maggior parte delle volte è tipico rendersene conto durante la preadolescenza. E come è ovvio, all'inizio è uno shock, soprattutto se scopriamo la nostra vera orientazione in età prepuberale. La cosa peggiore in questo caso è comunicarlo agli altri, soprattutto alla famiglia, la nuova realtà all'inizio non è affatto facile da accettare anche se questa situazione può variare da individuo a individuo.

Allo shock segue la negazione. La recente scoperta della propria omosessualità diviene dapprima un complesso, un fattore di vergogna, quindi una negazione davanti a sè stessi e agli altri. A volte questa negazione è così forte da restare inconscia, in altre parole i segni visibili della propria orientazione diversa vengono "rimossi", rimossi dal punto di vista psicanalitico e questa è una delle ragioni che spiegano il fatto che alcuni omosessuali si scoprono tardivamente.

Il compositore Tchaikowsky ha vissuto senza pace proprio perché non riusciva ad accettare la propria omosessualità e ha passato la vita a reprimirla. Al giorno d'oggi però l'omosessualità è vista con molta più tolleranza rispetto a un tempo e, visto che alla fine la natura reclama sempre il suo statuto, l'omosessuale sempre finisce confidandolo a qualcuno e arriva inevitabilmente la tappa dell'accettazione della propria orientazione. E il fatto di condividere queste cose ci dà un profondo sollievo e col tempo ci abituiamo alla nuova realtà e finiamo per accettarla perché alla fine non possiamo evitare di seguire le nostre tendenze più profonde.

Quindi si prende la decisione finale e la maggior parte degli individui gay, non solo l'accettano ma sviluppano addirittura il cosiddetto "orgoglio gay".

Conclusioni

Abbiamo visto come, secondo la scienza, l'omosessualità sia un modo di essere appoggiato da basi biologiche dove la predominanza di certi geni, ormoni e via dicendo, fanno sí che la tendenza omosesuale latente in tutti gli individui diventi predominante nei gay. Questo significa che non si sceglie di diventare gay, non si arriva ad un certo punto della vita dove si prende la decisione di cambiare orientazione o in cui si sceglie per vizio e neppure si arriva all'omosessualità per aver avuto troppi partner dell'altro sesso o essere stati delusi da certi partner eterosessuali. Questo è un mito. Anche coloro che scoprono le proprie tendenze a 30 anni, è perché hanno sempre avuto queste tendenze, anche se si trattasse di una semplice bisessualità.

A. Langueduc



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