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Considerazioni (socialmente) rivoluzionarie sull'omosessualità

L'omosessualità è una tendenza latente che è predominante in certi individui e riguarda tutta la persona nel suo insieme è un modo di essere totale, quindi non è un disturbo e non è neppure reversibile, ma riposa su basi biologiche, genetiche, ormonali e neuroanatomiche.

Quali sono le cause dell'omosessualità? Perché gli omosessuali sono omosessuali?

Sui meccanismi bilogici che regolano l'attrazione sessuale si sa ben poco. Per questa ragione è sempre stato difficile rispondere alla domanda se un omosessuale lo è per questioni di scelta o per ragioni biologiche e genetiche. Ma a questa domanda, dovrebbe sorgerne immediatamente un'altra. L'attrazione eterosessuale da che dipende? Perché siamo attratti verso un genere e soltanto verso determinati individui di questo genere? E quindi viene subito alla mente una terza domanda: in cosa si differenzia l'attrazione omosessuale da quella eterosessuale? Perché è ovvio che ambedue le attrazioni riposano su una base comune, che è l'attrazione sessuale verso altre persone. Attrazione che dipende da molti fattori, ormonali, genetici, esistenziali e psicologici. Se la relazione tra sesso e geni fosse una relazione netta, molti disturbi potrebbero essere curati mediante approcci farmaco-genetici. Il fatto però è che la scienza non è ancora in grado di dar risposte precise a queste tematiche.

Il comportamento sessuale presenta ancora molte incognite e non si conoscono tutte le componenti esatte. È chiaro però che qualsiasi tipo di attrazione riposi sugli stessi principi, quindi per studiare la natura dell'attrazione omosessuale dobbiamo dapprima avere una visione chiara dell'attrazione in senso lato. L'orientazione omosessuale si differenzia da quella eterosessuale per via di variazioni che avvengono nelle componenti di base che regolano l'attrazione. Delle componenti che sono ancora quasi completamente sconosciute. E siamo ancora lungi dall'avere conoscenze scientifiche al riguardo.

La differenza tra un'orientazione e l'altra è psicologica, endocrinologica, neuroanatomica o genetica? È un pò tutte queste cose assieme. È un modo di essere totale, non è separabile, scomponibile, riducibile o semplificabile, non è una scelta dell'individuo, non è modificabile, non è reversibile, non può essere contaggiato da una persona all'altra e si riflette su tutto l'individuo, sia dal punto di vista fisico che psicologico.

Quindi le teorie pseudo scientifiche che parlano di geni gay o quelle religiose che sostengono i miti dell'orientazione reversibile sono entrambe superficiali e incomplete e servono soltanto a disinformare e sviare le idee, in quanto nei veri ambiti scientifici il dibattito sulla natura dell'omosessualità è stato risolto da decenni al punto che l'organizzazione mondiale della salute (OMS), ritirò, fin dal 1974, l'omosessualità dalla lista delle patologie conosciute.

Come si diventa gay?

I meccanismi esatti sul come si arriva a sviluppare un'orientazione sessuale non sono esattamente noti, ma la cosa su cui tutti gli scienziati sono d'accordo è che gay si nasce. Ovvero tutti noi abbiamo una latente tendenza omosessuale, una specie di ermafroditismo congenito che fa parte della naturale sessualità di ciascuno di noi, altrimenti l'autoerotismo non esisterebbe e l'attrazione verso noi stessi dimostra questa latenza. L'unica differenza che nei gay questa tendenza, a causa delle variazioni biologiche che regolano l'attrazione sessuale, è predominante. Le tappe della vita in cui le persone scoprono la loro orientazione sono variabili, ma nella maggior parte dei casi, questo avviene nella preadolescenza e si sviluppa durante l'adolescenza. E le tappe di questa scoperta sono comuni: sorpresa, negazione, presa di contatto sociale e accettazione della propria orientazione. Quel che è certo è che la personalità gay si sviluppa molto prima dell'orientazione sessuale. Altrettanto sicuro è che chiedere a una persona di comportarsi in modo contrario alla sua natura mette in serio pericolo la sua salute e il suo equilibrio psicologico. Quindi è assurdo voler convincere un gay a diventare eterosessuale.

A causa di quanto abbiamo appena visto, c'è anche da dire che il bivio tra l'omosessualità e l'eterosessualtià non è sempre netto. Per il fatto stesso che tutti abbiamo una tendenza omosessuale latente è perfettamente possibile che alcuni individui che nella vita sono del tutto eterosessuali abbiano anch'essi avuto esperienze omosessuali in un determinato momento della vita senza che questo significhi necessariamente che sono gay o lo diventeranno. Esiste inoltre la bisessualità, un campo che non è del tutto noto o definito, anche se il comportamento bisessuale sembra essere più diffuso e legittimamente autentico nelle donne che negli uomini, nel senso che un uomo bisessuale può perfettamente essere un omosessuale che non ha ancora preso un'orientazione definitiva, mentre in una donna la bisessualità è molto più un'orientazione fine a sè stessa che il risultato di un'indecisione, anche se tutto questo non è una categorizzazione.

Esistono comportamenti e gradi diversi di omosessualità anche in seno agli omosessuali stessi. Basti pensare alla differenza tra il gay "maschile" e la checca, oppure al modo di essere attivo vs passivo, ma non stiamo parlando solo di questo. Esiste anche la transessualità, il trasformismo e il travestitismo. Un transessuale ha il corpo di un genere diverso rispetto al suo genere psicologico. Può essere per esempio una donna a tutti gli effetti nata con il corpo di un uomo. A volte questi incidenti hanno implicazioni addirittura anatomiche, per esempio il pene di un transessuale può non arrivare mai a svilupparsi come quello di un uomo. Il trasformista dà spettacolo e si veste con vestiti dell'altro genere. Il travestito è spesso un omosessuale che nutre piacere portando indumenti dell'altro sesso. Tutti questi individui possono essere uomini o donne, omosessuali, bisessuali o persino eterosessuali (nel caso dei trasformisti).

Omosessualità e sviluppo del cervello

Recenti studi, e in particolare uno studio effettuato in Svezia nel 2008, grazie alla scannerizzazione digitalizzata, hanno rivelato che le differenze tra gay ed etero riposano anche sulla struttura e lo sviluppo del cervello. Si sa che il modo di usare gli emisferi cerebrali e alcune abilità basilari del cervello possono variare a seconda del genere. Il cervello degli uomini è più sviluppato a destra ed è meno simmetrico rispetto alle donne. Queste differenze esistono anche a livello dell'amigdala, la parte primitiva del cervello che regola gli istinti emozionali. È stato scoperto e dimostrato che il cervello di un uomo eterosessuale è più simile a quello di una lesbica che a quello di un altro uomo gay, il quale ha struttre cerebrali simili a quelle delle donne. In generale, le differenze emozionali e di capacità intellettuali sono molto più simili tra donne e uomini gay o tra lesbiche e uomini etero. Per esempio, gli uomini etero hanno maggiori abilità spaziali, mentre le donne e gli uomini gay sono più fluenti nel linguaggio e riescono a svolgere varie funzioni allo stesso tempo senza sbagliarsi o senza dimenticarne una, così come sono più adatti a lavori che richiedono pazienza e precisione o fanno attenzione ai dettagli.

Le tappe di comprensione e accettazione dell'omosessualità

Anche se nasciamo omosessuali, non lo sappiamo fin dalla nascita, ma ce ne rendiamo conto in tappe variabili della vita, a volte anche dopo aver vissuto una o varie relazioni eterosessuali, ma generalmente e, come detto sopra, ce ne rendiamo conto durante la preadolescenza. E come è ovvio, all'inizio è uno shock, soprattutto se scopriamo la nostra vera orientazione in età prepuberale. La cosa peggiore in questo caso è comunicarlo con gli altri, soprattutto con la famiglia, la nuova realtà all'inizio non è affatto facile da accettare anche se questa situazione può variare da individuo a individuo.

Allo shock segue la negazione. La recente scoperta della propria omosessualità diviene dapprima un complesso, un fattore di vergogna, quindi una negazione davanti a sè stessi e agli altri. A volte questa negazione è così forte da restare inconscia, in altre parole i segni visibili della propria orientazione diversa vengono "rimossi", rimossi dal punto di vista psicanalitico e questa è una delle ragioni che spiegano il fatto che alcuni omosessuali si scoprono anche dopo aver avuto una o diverse relazioni eterosessuali. Di fatto non è poco comune avere almeno una relazione etero prima di rendersi conto che si appartiene all'altra fazione.

Il compositore Tchaikowsky ha vissuto senza pace proprio perché non riusciva ad accettare la propria omosessualità e ha passato la vita a reprimirla. Al giorno d'oggi però l'omosessualità è vista con molta più tolleranza rispetto a un tempo e un pò per questa ragione, un pò perché alla fine la natura reclama il proprio statuto e finiamo sempre col dirlo a qualcuno, viene una tappa di accettazione della propria orientazione. Il fatto di condividere la propria natura con gli altri ci dà un profondo sollievo e col tempo ci abituiamo alla nuova realtà e finiamo per accettarla perché alla fine non possiamo evitare di seguire le nostre tendenze più profonde.

Quindi si prende la decisione finale e la maggior parte degli individui gay, non solo l'accettano ma ne diventano anche orgogliosi.

Conclusioni

Abbiamo visto come, secondo la scienza, l'omosessualità sia una maniera globale di essere di tutta la persona con delle basi biologiche dove la predominanza di certi geni, ormoni e via dicendo, fanno si che la tendenza omosesuale latente in tutti gli individui diventi predominante nei gay. Questo significa che non si sceglie di diventare gay, non si arriva ad un certo punto della vita dove si prende la decisione di cambiare orientazione o in cui si sceglie per vizio e neppure si arriva all'omosessualità per aver avuto troppi partner dell'altro sesso o essere stati delusi da certi partner eterosessuali. Questo è un mito. Anche coloro che scoprono le proprie tendenze in età matura, hanno sempre avuto nella loro natura queste tendenze, anche perché chi scopre a 30 anni, per esempio, di essere attratto verso individui dello stesso sesso potrebbe benissimo avere una natura bisessuale e non essere necessariamente un omosessuale.

A. Langueduc



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